Maschere per respirare più efficaci, se stampate in 3D

La stampa 3D diventa sempre più usata in ambito medico. Dopo le numerose storie di protesi, chirurgie facciali e addirittura bio-stampa 3D (vd. alla voce Organovo), dal sito 3dprint.com arriva un nuovo capitolo di questa interessante saga; la creazione di maschere respiratorie su misura per i pazienti.

Più specificamente stiamo parlando delle CPAP (arconimo inglese per “continuous positive airway pressure”, ossia “pressione positiva costante delle vie aeree”), usate nell’ambito del trattamento delle apnee del sonno e altri disturbi respiratori.

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno dunque pensato di utilizzare la tecnologia 3D per ovviare ad un problema che non di rado si pone: la non perfetta aderenza delle maschere “standard” ai volti dei pazienti. Questo si verifica ad esempio in presenza di malattie come la Sindrome di Treacher Collins, che possono causare deformazioni facciali.

La tecnologia 3D permette dunque di superare questo ostacolo: si esegue una scansione del volto del paziente, si modella la forma della maschera sulla base di esso e, infine, si stampa in 3D una maschera la cui foma risulta perfettamente aderente.

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Secondo i ricercatori questa tecnica migliorerebbe molto l’efficenza del trattamento, soprattutto in fase iniziale. 

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