Perché Ubuntu su Raspberry è una buona notizia anche per la stampa 3D

Una delle migliori caratteristiche di Linux è la possibilità di personalizzare la propria distro, adattandola alle proprie esigenze. 

Ubuntu è una delle distro Linux più note; sviluppata da Canonical, che ne rilascia una nuova release ogni 6 mesi, è ormai uscita dagli angusti limiti dei PC per “invadere” anche il mondo mobile, a cominciare dagli smartphone

In questo post vogliamo però concentrarci su una delle tante derivate del progetto: Ubuntu Mate. La differenza con la “madre” consiste, come suggerisce il nome, nel fatto che l’ambiente Desktop predefinito è appunto Mate, che a sua volta altro non è che un fork del (caro) vecchio Gnome 2, ossia quello presente nelle versioni ufficiali di Ubuntu prima dell’avvento di Unity.
Tuttavia, dalla versione 15.04 Ubuntu Mate ha ottenuto il supporto ufficiale di Canonical. 

E, cosa più importante, è stato deciso di lanciare una versione di Ubuntu Mate fatta appositamente per il Rasbperry Pi 2.

Credits: https://ubuntu-mate.org/raspberry-pi/

La cosa può essere assai utile anche per la stampa 3D. I software necessari all’utilizzo di una stampante 3D, infatti (NetFabb Basic, Cura, Repetier Host) sono disponibili anche per Linux, ed essendo Ubuntu una delle distro più usate, è anche tra quelle per cui si trovano più facilmente tutorial. 

Ma c’è anche altro, ossia la possibilità di rendere il Raspberry un vero mini-tablet, con in più la possibilità di controllare una stampante 3D installando i software sovracitati (il Rasbperry ha ben 4 porte USB). La Adafruit ha recentemente aggiornato un precedente tutorial su come collegare uno schermo touch-screen al Raspberry modello A; e, per rendere più comodo il tutto, aveva anche pensato a un case stampato in 3D (qui il progetto, mentre qui ci sono i files .stl aggiornati per il modello 2).

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