Dal laptop allo smartphone; oggi tutto può essere fai-da-te

Fino a pochi anni fa il concetto di fai-da-te (per gli amanti degli anglicismi: DIY, Do It Yourslef) era associato perlopiù al bricolage, all’autoproduzione di oggetti molto semplici per ragioni hobbystiche.

Poi c’è stata (o meglio: è tuttora in corso) la cosiddetta “Terza Rivoluzione Industriale”, che grazie alla stampa 3D e alle schede elettroniche Open (Arduino e derivati) o “quasi open” (Raspberry PI), ha fatto sì che potenzialmente chiunque possa autoprodursi anche strumenti elettronici complessi. 

Ecco di seguito una specie di “campionario dell’elettronica fai-da-te”, un elenco (per forza di cose incompleto) dei progetti che vanno in questa direzione. 

Pi-top

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Il Raspberry Pi è senza dubbio l’oggetto simbolo di questa nuova vita del fai-da-te. La maggioranza dei progetti citati in questa pagina si basano sull’utilizzo di questo micro-computer delle dimensioni di una carta di credito, arrivato oggi alla versione 2 modello B, con un 1gb di Ram e 4 porte USB. 
Nel mese di ottobre del 2014, tuttavia, alcuni ragazzi hanno lanciato su Indiegogo una trionfale campagna di Crowdfunding per lanciare sul mercato Pi-top, un laptop auto-assemblabile costruito attorno al Rasberry; con il case stampabile in 3D (e dunque altamente personalizzabile), un peso ridottissimo e costi contenuti, il Pi-top viene presentato dai suoi autori in primis come strumento pensato per gli “smanettoni” e utile perlopiù in ambito didattico (come del resto anche Arduino e molte schede analoghe), ma non è da escludere che, invece, possa col tempo trasformarsi in uno mezzo utilizzabile anche dall’utente “medio” (emulando, cioè, la storia dei computer dagli anni ’60 ad oggi).

Typhone

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Se il laptop è parte delle nostre vite, che dire dello smartphone? Semplice: la stessa cosa. In questo caso il nome da memorizzare è Typhone, astuto gioco di parole in inglese tra il nome del dio greco Tifone e -più modestamente- quello di Tyler Spadgenske, 14enne di Buffalo autore del progetto; Typhone è dunque acronimo di TYler Phone.
Anche in questo caso il punto di partenza è un Raspberry Pi, unito stavolta a un modulo FONA della Adafruit. Benché non abbia ancora un sistema operativo completo (come si legge nelle FAQ della pagina linkata), Tyler ha scritto che ha intenzione di lavorarci sopra e creare un TYOS vero e proprio.
Più che lecito credere che ci riesca.

OSwatch

A differenza dei computer e dei cellulari, lo smartwatch è ad oggi ancora (forse) più uno status-symbol che un elemento indispensabile alla vita quotidiana.
Tuttavia è pur vero che gli status-symbol servono appunto a comunicare agli altri il nostro modo di essere, di affrontare la vita; e se indossare uno smartwatch “di marca” trasmette un certo tipo di messaggio, sfoggiarne uno auto-costruito seguendo queste istruzioni può benissimo comunicare l’adesione a un altro approccio alla tecnologia. Un approccio Hacker/Maker, appunto.

L’elenco sarebbe ancora molto lungo; ci limitiamo allora a indicare qualche altro progetto parimenti interessante: 

  • LibreCalc, calcolatrice elettronica completamente Open (sia nell’hardware che nel software)
  • DIY Game-Boy, un modo per tornare un po’bambini (almeno per alcune generazioni) e rivivere i bei tempi in cui era possibile passare ore a giocare a Super Mario
  • Atlas, scanner 3D low-cost di cui vi avevamo già parlato più volte, e il cui progetto va speditamente avanti, al punto che l’autore ha di recente pubblicato il video-tutorial per l’assemblaggio.
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