Se stai valutando l'acquisto di una stampante 3D professionale nel 2026, c'è una variabile che cambia significativamente i conti: l'iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 199/2025.
È una normativa italiana, e come tale riguarda solo chi opera in Italia. Noi siamo italiani, lavoriamo con PMI italiane, e seguiamo questi aggiornamenti normativi perché incidono direttamente sul costo reale di un investimento. Questo articolo riassume quello che serve sapere prima di decidere.
Cosa è cambiato nel 2026
Fino al 2025, lo strumento era il credito d'imposta: una percentuale del costo del bene che ti veniva restituita come credito compensabile in F24. Dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 199/2025 ha reintrodotto l'iperammortamento, un meccanismo diverso ma in molti casi più vantaggioso.
Con l'iperammortamento, il costo del bene che porti a deduzione fiscale non è il 100% del prezzo d'acquisto, ma una percentuale maggiorata. La maggiorazione può arrivare al 180% per i beni rientranti nell'Allegato IV (beni strumentali 4.0).
Tradotto in numeri concreti: compri una stampante 3D industriale a 18.000 euro, e porti in deduzione 50.400 euro. Con un'aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale effettivo è di circa 12.000 euro. Su una macchina che stampa pezzi fino a 700×500×500 mm, è un'agevolazione che pesa.
Per una configurazione full optional da 55.000 euro, il risparmio fiscale stimato sale a circa 37.000 euro. In pratica, lo Stato ti finanzia un terzo della macchina.
L'agevolazione copre investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Le stampanti 3D industriali rientrano nell'agevolazione?
Sì, a condizione che la macchina soddisfi i requisiti tecnici dell'Allegato IV della Legge di Bilancio 2026. I requisiti chiave per i beni materiali sono:
- Controllo mediante CNC (Computer Numeric Control) e/o PLC
- Interconnessione alla rete aziendale con caricamento da remoto di istruzioni e/o file di stampa
- Interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva
- Rispondenza ai criteri di sicurezza previsti dalla normativa applicabile
- Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
Le stampanti Kentstrapper soddisfano questo requisito nativamente. Il firmware Klipper costituisce il sistema di controllo documentato (equivalente funzionale al CNC). Moonraker — il layer API installato su ogni macchina — espone un'interfaccia REST documentata e pubblicamente disponibile che consente: caricamento da remoto dei file gcode via rete aziendale, comunicazione bidirezionale (la macchina riceve istruzioni e restituisce in tempo reale temperatura, stato stampa, avanzamento, errori), log automatici con timestamp di ogni operazione. I file non si caricano da USB: si inviano via rete da qualsiasi sistema esterno — PC, gestionale, script automatizzato. Questo soddisfa il requisito normativo di interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program (Circ. AdE 4/E 2017, applicabile per analogia all'iperammortamento 2026).
Quanto puoi risparmiare: tre scenari
Questi numeri si basano sulle aliquote in vigore dal 1° gennaio 2026.
| Macchina | Investimento | Maggiorazione | Base imponibile | Risparmio fiscale stimato (IRES 24%) |
|---|---|---|---|---|
| Zero HS e CC (320×320×320 mm) | Da €6.000 | 180% | €16.800 | ~€4.000 |
| Mavis (400×400×700 mm) | Da €8.500 | 180% | €23.800 | ~€5.700 |
| BOLD 755 (700×500×500 mm) | Da €18.000 | 180% | €50.400 | ~€12.000 |
| Mille (1.000×1.000×1.000 mm) | Da €40.000 | 180% | €112.000 | ~€26.900 |
Nota: la maggiorazione al 180% si applica agli investimenti fino a €2,5 milioni (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025). Tutte le macchine della gamma Kentstrapper rientrano in questa fascia. Prezzi IVA esclusa.
Il risparmio si realizza nel tempo, attraverso gli ammortamenti, non in un'unica rata. Non è liquidità immediata come il vecchio credito d'imposta. È un beneficio che riduce il carico fiscale nei prossimi anni.
Un vantaggio pratico: tutte le macchine della nostra gamma rientrano nella fascia sotto i €300.000, dove non è obbligatoria la perizia giurata — basta una dichiarazione del legale rappresentante. Meno burocrazia, meno costi accessori, tempi più rapidi.
Il processo: cosa devi fare concretamente
1. Verifica la macchina
Non tutte le stampanti 3D industriali sono uguali sul fronte dei requisiti 4.0. Devi verificare che la macchina che acquisti:
- Abbia un sistema di controllo documentato (PLC o CNC)
- Sia interconnessa alla rete aziendale con caricamento da remoto dei file di stampa (gcode) e comunicazione bidirezionale — nessun ERP richiesto
- Sia monitorabile da remoto
Le stampanti Kentstrapper soddisfano tutti e tre i requisiti. Klipper è il sistema di controllo documentato. Moonraker gestisce la comunicazione bidirezionale via rete: riceve i file gcode da remoto e restituisce in tempo reale temperatura, avanzamento e log. I file si caricano sempre via rete, mai da USB. Forniamo la documentazione tecnica necessaria per attestare la conformità all'Allegato IV.
2. Ottieni la perizia tecnica
Per investimenti superiori a €300.000, è obbligatoria una perizia giurata di un ingegnere o di un ente di certificazione accreditato. Sotto quella soglia — e tutte le nostre macchine rientrano in questa fascia — è sufficiente un'autocertificazione del legale rappresentante dell'impresa acquirente, integrata dalla documentazione tecnica del produttore.
Anche quando non è obbligatoria, la perizia è utile. Ti protegge in caso di verifica fiscale.
3. Documenta l'interconnessione
Questo è il punto dove molte aziende perdono l'agevolazione. Devi poter dimostrare — non solo dichiarare — che il bene è interconnesso al tuo sistema produttivo. Tieni traccia di:
- Data di messa in funzione della macchina
- Log Moonraker con timestamp degli upload gcode e delle sessioni di stampa (generati automaticamente, scaricabili via API)
- Conferma che i file gcode sono stati caricati via rete (non da USB) — verificabile dai log Moonraker
4. Gestione fiscale con il commercialista
L'iperammortamento si gestisce nella dichiarazione dei redditi come variazione in diminuzione. Non c'è una comunicazione preventiva al GSE come per il credito d'imposta. Più semplice proceduralmente, ma richiede che il commercialista conosca la normativa aggiornata — non tutti la seguono con attenzione.
Cosa è rimasto del vecchio Transizione 5.0
Il Piano Transizione 5.0 (credito d'imposta 2024-2025 legato al risparmio energetico) è formalmente chiuso per i nuovi investimenti. Per le oltre 7.000 aziende "esodate" — quelle che avevano presentato la prenotazione al GSE dopo l'esaurimento dei fondi comunicato il 6 novembre 2025 — il DL 38/2026 ha inizialmente previsto un credito d'imposta pari al 35% del credito originariamente richiesto. A seguito delle forti contestazioni di Confindustria, il governo ha annunciato il ripristino di 1,5 miliardi di euro per coprire le domande rimaste senza copertura. La situazione è in evoluzione: se sei in questa casistica, verifica con il tuo consulente lo stato aggiornato della misura.
Il confronto con il vecchio credito d'imposta
Vale la pena capire perché l'iperammortamento in certi casi è preferibile al credito d'imposta, e in quali no.
Iperammortamento conviene di più se:
- Hai redditi imponibili alti nei prossimi anni
- Preferisci ridurre il carico fiscale nel tempo piuttosto che avere liquidità immediata
- Il tuo commercialista gestisce già ammortamenti accelerati
Il vecchio credito d'imposta conveniva di più se:
- Avevi bisogno di liquidità immediata (il credito era compensabile in F24 in 3 anni)
- Avevi perdite fiscali e non beneficiavi dell'IRES
Con l'iperammortamento 2026, non c'è una comunicazione preventiva obbligatoria. Questo semplifica il processo burocratico, ma significa anche che la pianificazione deve essere fatta prima dell'acquisto, non dopo.
Tre errori da non fare
1. Comprare senza documentare. L'agevolazione non è automatica. Devi avere la documentazione tecnica in ordine dal giorno uno. Non recuperarla a posteriori.
2. Non delegare al fornitore la gestione della conformità normativa italiana.I produttori, soprattutto se operano su più mercati, potrebbero non essere allineati alle specifiche richieste dalla normativa italiana. È responsabilità dell’acquirente, insieme al proprio consulente, verificare che la documentazione tecnica sia conforme ai requisiti dell’Allegato IV.
3. Ignorare l'interconnessione. Molte macchine sono tecnicamente avanzate ma non interconnesse al sistema produttivo dell'azienda. L'interconnessione non è opzionale: è il requisito centrale. Se la macchina è "isolata" nella tua officina, non hai diritto all'agevolazione.
In sintesi
L'iperammortamento 2026 è l'occasione concreta per comprare una stampante 3D industriale con un risparmio fiscale significativo. I requisiti sono soddisfacibili, la procedura è meno complicata del vecchio credito d'imposta, e l'agevolazione è valida fino a settembre 2028.
Il punto critico non è la normativa — è la documentazione. Un acquisto ben documentato è un acquisto tutelato.
Se vuoi capire se la macchina che stai considerando rientra nell'agevolazione, contattaci. Ti forniamo la documentazione tecnica necessaria e ti mettiamo in contatto con i nostri partner consulenti che seguono queste pratiche.
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Aggiornato ad aprile 2026. Per verifiche normative specifiche, consulta sempre un dottore commercialista o un consulente fiscale abilitato. Le percentuali indicate si basano sulla Legge di Bilancio 199/2025 e sul DL 38/2026.
Fonti: MIMIT; Legge di Bilancio 199/2025, art. 1, commi 427-436; DL 38/2026; Circ. Agenzia Entrate 4/E 2017.