In questo articolo raccontiamo un interessante caso clinico in cui la stampa 3D ha fornito un supporto concreto alla pianificazione di un intervento complesso.
Su richiesta del dott. Marco Campolmi,Vascular Surgery Resident presso Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, è stato realizzato in tempi rapidi un modello tridimensionale di un rene affetto da aneurisma dell’arteria splenica in una paziente monorene.
Attraverso la riproduzione fisica in scala 1:1, il modello ha consentito al team medico di analizzare con maggiore chiarezza la posizione dell’aneurisma e di discutere la strategia chirurgica più adeguata tra chirurghi vascolari e urologi.
Di seguito, il racconto del caso nel dettaglio, con le parole del dott. Campolmi e alcune riflessioni sull’utilità della stampa 3D nella pratica clinica.
Il dott. Marco Campolmi ha richiesto la realizzazione in urgenza di un modello 3D anatomico per supportare la pianificazione di un intervento particolarmente complesso: un aneurisma dell’arteria splenica in una paziente monorene.
Il modello è stato stampato da Kentstrapper in meno di 24 ore a partire dai file clinici forniti, con l’obiettivo di fornire una rappresentazione fisica fedele e in scala reale dell’organo da trattare.
“Il modello 3D è stato utilizzato in fase preoperatoria per discutere a livello multidisciplinare tra chirurghi vascolari e urologi e concordare la miglior strategia chirurgica”, spiega il dott. Campolmi.
Una complessità anatomica difficile da interpretare solo con immagini TAC
L’intervento presentava un’elevata complessità dovuta alla posizione dell’aneurisma, localizzato a livello dell’ilo renale e proteso all’interno del parenchima.
Questa configurazione rendeva particolarmente difficile la sua enucleazione e la preservazione della vascolarizzazione.
Grazie al modello tridimensionale, il team medico ha potuto visualizzare con maggiore chiarezza la collocazione dell’aneurisma all’interno del rene, comprendendo in modo più immediato il piano di clivaggio e le difficoltà operative.
“Ha favorito una migliore visualizzazione della collocazione dell’aneurisma e delle difficoltà operative”, conferma il dottore.
“Rispetto alle sole immagini TAC o RM, la stampa 3D ha permesso di percepire meglio la complessità anatomica.”
Un modello stampato in tempi rapidissimi
Nonostante il brevissimo preavviso, Kentstrapper ha realizzato il modello in meno di 24 ore, permettendo al team di valutare rapidamente le opzioni chirurgiche.
Pur con alcune limitazioni legate alla qualità dei file forniti, la scala 1:1 si è rivelata particolarmente utile per apprezzare le proporzioni reali e il posizionamento dell’aneurisma rispetto alle strutture circostanti.
“La scala 1:1 è sicuramente uno degli aspetti migliori”, sottolinea Campolmi.
“La stampa 3D permette una visualizzazione quanto più realistica dell’anatomia di strutture molto piccole e ravvicinate, con un dettaglio anatomico elevato.”
Uno strumento che apre nuove prospettive per la chirurgia
Il dott. Campolmi evidenzia come la stampa 3D possa diventare in futuro un supporto standard nella pianificazione di interventi complessi, specialmente nei casi con anatomie atipiche o difficilmente interpretabili con le sole immagini radiologiche.
“Sicuramente la stampa 3D potrebbe rappresentare un tool importante per i casi con anatomie più particolari.
In futuro credo che i centri universitari dovrebbero dotarsi internamente di stampanti 3D.”
In conclusione, questo caso conferma come la stampa 3D possa rappresentare un ponte tra imaging medico e pianificazione chirurgica, offrendo un supporto tangibile alla valutazione preoperatoria.
In tempi rapidi e con alta fedeltà anatomica, il modello tridimensionale ha permesso di approfondire la complessità del caso e di migliorare il confronto tra specialisti.
Dalla TAC alla stampa 3D: come nasce il modello anatomico
Uno dei passaggi più interessanti di questo caso riguarda la trasformazione di una normale TAC in un oggetto fisico.
I medici possono richiedere l’esportazione dei file DICOM direttamente dal reparto radiologico: si tratta dei dati volumetrici dell’esame.
A questo punto, i DICOM possono essere importati in software specifici come 3D Slicer, una piattaforma open-source molto utilizzata in ambito clinico e universitario, che permette di visualizzare le immagini, segmentare le strutture di interesse, isolarle in 3D e generare un modello solido.
Attraverso la segmentazione (ad esempio rene + aneurisma) si ottiene un modello digitale che può essere esportato in formato STL.
Il file STL può essere poi inviato a Kentstrapper per la fase finale di preparazione e ottimizzazione per la stampa, selezionando materiale, scala 1:1 e parametri adeguati alla riproduzione anatomica.
Per i reparti o gli specialisti che non hanno familiarità con la segmentazione, Kentstrapper può aiutare direttamente della conversione da DICOM a STL partendo dai file originali.